Un’avvventura benefica di 9.000 km in Africa Occidentale

Un giorno di marzo 2009 è stato speciale. Aleggiava nell’aria il desiderio di un viaggio di quelli come si deve, in cui imparare qualcosa di nuovo, senza spendere troppo, ma riportando a casa tanto.
Negli stessi giorni erano aperte le iscrizioni per l’Africa Rally, una spedizione benefica con partenza da Londra e arrivo a Limbe, in Camerun, organizzata da The Adventurists, conosciuta società inglese che si occupa di viaggi no-limits. Per l’ambitissima gara arrivano auto da ogni parte del mondo con team cinesi, scozzesi, canadesi, australiani, neo zelandosi, inglesi e italiani. Così quel giorno con due amici, Carlo Alberto Biscaretti di Ruffia e Paolo Rignon, ho iniziato a realizzare un sogno: ci siamo iscritti! Sulla carta sembrava una bazzecola: io e i miei due compagni di viaggio dovevamo solamente guidare da Londra fino al Camerun con un vecchio catorcio di latta. Una delle regole principali per partecipare alla spedizione, infatti, era usare un’auto con cilindrata massima pari a 1000 cc. Ci siamo subito lanciati nella ricerca del mezzo che
doveva farci attraversare il deserto, il Sahel, le foreste, le savane ed immense distese di polvere e sabbia. Da fieri torinesi abbiamo trovato, dopo settimane di ricerche assidue, una Fiat Panda 4






















